El español a través de su cultura

Ho iniziato metendo la pata. Vero. Un imbarazzo bello e buono, in piena regola, superato con un bicchiere di vino. E poi via.
Se per raccontare 14 settimane di Leonardo in Irlanda del Nord mi è servito un intero blog, 10 giorni di seminario Grundtvig non sono stati da meno e meriterebbero più dello spazio che mi accingo a dedicare loro.

Molti ne ignorano l'esistenza, per qualcuno è una vacanza pagata dall'Unione Europea, ma un seminario Grundtvig per me sono stati dieci giorni intensi ed emozionanti, cominciati con un giro di nomi/paesi di provenienza e terminati con la parola “buongiorno” scritta in 16 lingue diverse.
Non si tratta di un divertissement, un passatempo colto per pochi, ma di un gruppo di 19 persone che per 10 giorni sono disposte ad incontrarsi in un angolo d'Europa, condividendo un interesse e una lingua franca, in questo caso lo spagnolo.

Età e provenienze diverse sono considerate un valore aggiunto: maggiore la varietà, migliore lo scambio. E se all'inizio forse non ci si rende conto del valore dell'occasione, quando si realizza il potenziale che si ha davanti, non ci si può non emozionare, quasi commuovere.

Specialmente noi italiani, tra i peggiori nella classifica di conoscenza delle lingue straniere, tuttora vittime del doppiaggio cinematografico e televisivo, sbianchiamo di fronte al lussemburghese che vive in un paese dove il tg mescola con nonchalance le loro tre lingue ufficiali: lussemburghese, tedesco e francesce.
O di fronte agli sforzi di chi partendo da una lingua del tutto diversa per struttura e sonorità, ha imparato a parlare un buon spagnolo e non solo quello.
Che siano strumenti di lavoro, oggetti di studio o semplice curiosità personale, le lingue straniere sono a mio parere una delle materie più vive e affascinanti che si possano studiare, perché portatori di culture e organismi in continuo divenire.

Ed è proprio dove le lingue simili divergono, riflettendo differenze culturali, che mi affascina scavare e proseguire nello studio.
Vado avanti quasi solo per quei piccoli momenti di soddisfazione.
Come la media naranja al posto della nostra metà della mela (parlando di anima gemella). Che non solo l'arancia non è minimamente comparabile con la mela in termini di significati simbolici da Eva in avanti, ma nemmeno si ricompone perfettamente una volta fatta a metà!
O come il nostro platano che in spagnolo si chiama falso platano perché per loro platanos sono gli alberi che fanno le banane le quali si chiamano, per l'appunto, platanos.

Il vento del paseo maritimo, un pomeriggio intero al bar concluso con il panorama dal nono piano, il pranzo e la cena tutti insieme che diventano presto una piacevole abitudine, l'uso indiscriminato del preterito indefinido (e le relative discussioni al riguardo), i regali di compleanno improvvisati, l'ora della siesta, la tarta de lujo, la pulpa Paula segunda e la partita Italia-Spagna.

Tutto questo e molto altro sono le cose che mi rimarranno de La Coruña.
Mi rimarrà lo stimolo a studiare, a conoscere, forse a buttarmi in un'altra avventura dopo quella dell'inglese e dello spagnolo.
Ma soprattutto, mi rimarrà un'idea diversa di Europa: laddove per me c'era solo una macchia nella cartina, ora ci sono le facce delle persone che ho conosciuto e ognuna rappresenta un pezzettino di paesi che prima mi erano del tutto sconosciuti.
Adesso l'Europa ha un'altra faccia per me e devo ringraziare Grundtvig per questo.

E a dimostrazione della ricchezza dei rapporti umani, con il Grundtvig si è ripetuto qualcosa che era già successo in precedenza: se gli amici spagnoli mi spinsero a studiare questa lingua, chissà quali frutti produrrà questo seminario..
Questa è la motivazione spedita in ottobre per chiedere di andare a La Coruña:

Mi interés por España nació desde hace un año, cuando conocí tres chicos españoles de Galicia que, como yo, estuvieron en Irlanda del Nord para el proyecto Leonardo y vivimos juntos en la misma casa por 6 semanas.
La noche en la que partieron todos lloramos mucho.
Pensé en que era el momento de aprender otro idioma dado que había estudiado inglés más que lo suficiente y que habria visitado mis amigos un día por eso empecé con el español, sola con mi libro y por Internet.
Luego, en septiembre, me fui a Segovia, una ciudad que me encantó y allí atendí a un curso de idioma. Estuve en una familia así que tuve que hablar español en casa. Me gustaría mucho mejorar mi español y estoy pensando en volver a España para hacer otro curso. Además, cuando puedo miro peliculas en español para mejorarlo. Si pudiera participar a este seminario, tendria una motivación más para aprender todo lo que puedo hasta junio 2012 y participar a las actividades de este seminario será también una espectacular oportunidad para aprender otras cosas sobre la cultura de España.
Pues, me gusta creer que conocer mis amigos españoles me ha cambiado un poco la vida, porque ellos me han dado la motivación para aprender algo nuevo y creo que esta es la misma filosofía de las actividades financiadas por Europa.
Ir a Galizia es una manera de concluir un recorrido que empezó gracias a ellos.


Giugno 2012




Flickr photo gallery

Nuovi viaggi, nuovi scatti: dopo l'Irlanda e il sud della Spagna, tocca al nord della Penisola Iberica.
Grazie ad un seminario Grundtvig che di sicuro non dimenticherò e che nei prossimi giorni si merita un post-icino tutto suo, posso dire di aver visitato la punta della Spagna più esposta ai venti dell'Atlantico.
CLICCA QUI

Giugno 2012




Nuova vita, nuovo sito

Ci sono voluti anni (letteralmente), incertezze e ripensamenti, ma il tanto sospirato redesign di questo sito finalmente vede la luce. Riorganizzazione, pulizia e revisione, al meglio delle possibilità attuali. Nella speranza di avere presto materiali di aggiornamento, per ora enjoy vecchi contenuti in una nuova veste.

Marzo 2012




New adventure, new blog!

Si lo so, ormai ci sto prendendo gusto: cominciare un progetto e aprire un blog.
Stavolta però è un pò diverso.
Stavolta comincio senza sapere quello che verrà fuori, stavolta il blog è un esperimento mentre la vera avventura non si svolge sui libri o nella ricerca di un concept o nello sviluppo di un nuovo progetto visual, bensì...si parte!
6 days from now sarò in quel di Derry per un progetto Leonardo che mi permetterà di seguire un corso d'inglese e svolgere un tirocinio in azienda, il tutto per una durata complessiva di 3 mesi.
Il blog sarà il mio contatto con l'Italia, o forse col mondo.

1° Novembre 2010




Very (UN)common People

Questo è stato decisamente l'anno dei concorsi, di tutti i tipi. Si può dire che l'intera estate sia passata a spulciare i bandi più diversi e inviare application a destra e sinistra.
E allora, oltre a spedire il video della (2°) tesi in giro per l'Italia, abbiamo pensato di realizzarne anche un altro appositamente per un concorso che ci sembrava particolarmente
stimolante: il Tezenis Video Contest 2010 ci sfidava a creare una breve clip sul tema del talento. Nel giro di una settimana l'abbiamo immaginato, girato, montato e spedito ed è stato selezionato tra i 51 finalisti del concorso.
Ora non resta che votarlo e sperare di vincere!

Ottobre 2010




4'32''

Il bello di pubblicare la propria tesi di laurea online è sapere che il lavoro di tanti mesi potrà mantenersi vivo grazie a chi lo fruirà, anche fuori dal ristretto ambito accademico e mesi dopo il giorno della discussione ufficiale.
Nel nostro caso, avendo prodotto anche un video che ci sembra abbia la capacità di esistere anche come lavoro a sè e non solo come appendice del testo, mandarlo in giro per i festival d'Italia è stato un altro modo per prolungare la vita a tutto il lavoro svolto.
Una volta cominciato, non ci siamo più fermati e da giugno abbiamo inviato almeno una 20 di copie del nostro video. Di recente, abbiamo ricevuto alcune risposte positive, che ci hanno fatto molto piacere.
Il dettaglio dei festival che ci hanno selezionato e l'esito finale delle competizioni è descritto in dettaglio sul blog che ha seguito lo sviluppo delle nostre tesi (anche questo strumento, dunque, continua a vivere).

Ottobre 2010




UN'OPPORTUNITÀ DA NON PERDERE

Dopo la laurea, la mia relatrice mi ha offerto/chiesto di contribuire con un piccolo intervento al suo corso di Editoria Multimediale. Dopo averci riflettuto, ho deciso di buttarmi e affrontare la "platea", così un paio di settimane dopo la laurea ero di nuovo in biblioteca a cercare il materiale per parlare della progettazione del menù di un DVD.
Ne sono venute fuori una quarantina di pagine di presentazione in pdf, la scoperta di tante cose che non conoscevo e un'esperienza di grande soddisfazione (una volta passata l'ansia..)
Qui sotto, il pdf che ho preparato per la presentazione.

Maggio 2010




TESI DI LAUREA 2 - la conclusione

Missione compiuta! La tesi è finita, la discussione è andata bene e tutto il lavoro è visibile in rete, compreso il video che è stato il prodotto finale del processo di progettazione collaborativo mio e di Nicola Ussia.
Vedere alla voce "SVILUPPO" per visionare il video.

Aprile 2010




BELOVED di Toni Morrison

Si dice spesso che un film o un libro non possono venire apprezzati al meglio se non vengono fruiti nella loro lingua d'origine. Bè, questo romanzo della premio Nobel per la letteratura Toni Morrison di certo è una di quelle opere per le quali è valsa la pena di faticare un pò, anche se sempre con la versione italiana a fianco.
Questo romanzo è stato oggetto di un modulo del corso di Lingue e Letterature AngloAmericane che mi ha impegnato non poco ed è stato l'ultimo corso della mia Specialistica.
A conclusione della nostra analisi del libro, ognuno di noi ha sviluppato un tema in una piccola tesina.
Ecco qui la mia e, se potete, leggetevi questo libro in inglese perchè davvero se lo merita!

E una volta letto il libro, vi potrà interessare anche questa intervista a Toni Morrison del BBC World Book Club....enjoy!!

Gennaio 2010




TESI DI LAUREA 2 - l'inizio

Secondo diploma di laurea, seconda tesi, secondo blog online per sviluppare il lavoro.
E stavolta si tratta di una coproduzione.

Novembre 2009




PROGETTO FOTOGRAFICO

Un lavoro che si è concluso solo ora ma che si è sviluppato lungo tutto l'arco dell'anno, a partire dal 2009.
Un progetto fotografico che rientra in una ricerca dell'Università La Sapienza sulla Terza Circoscrizione di Roma e che si concluderà (speriamo) con una mostra fotografica.
Ho sviluppato il tema I tempi della Terza Circoscrizione.
Doveroso il ringraziamento a chi mi ha pazientemente accompagnato e assistito nella realizzazione di tutte le riprese fotografiche, ad ogni ora del giorno e della notte, "addetto alla bolla", Nicola Ussia.
Prima possibile, in qualche modo, arriveranno anche le foto...stay tuned!

Novembre 2009




IN THE SENSES OF NATURE

Ancora un lavoro di gruppo, anzi di coppia che posso pubblicare con la soddisfazione delle cose portate a buon fine.
Si tratta del progetto per un'installazione, realizzato assieme a Margherita Clemente, una collega d'università per il corso di Storia, teoria e tecnica della Scenografia Virtuale.
Il titolo del progetto è In the senses of Nature.


Cliccando sulle voci qui sotto potete consultare:
- il concept,
- le specifiche tecniche
- il flowchart
- i disegni e le rappresentazioni.

A fianco, alcune foto del packaging.


Cliccando qui, potete invece vedere il video di presentazione preparato per l'esame che cercava di riassumere tutto il progetto e dare un'idea dell'installazione usando tutti i materiali che avevamo prodott.
Come colonna sonora, un piccolo frammento della canzone Tear Drops dei Massive Attack.



Giugno 2009




LAVORI DI GRUPPO

Periodo di lavori di gruppo, di ogni genere.
Si parte dal montaggio di un frammento di un monologo di Dario Fo di più di 20 anni fa alla compilazione di un database sullo spettacolo fino alla realizzazione di un videoclip originale.
Quest'ultimo è visibile online su YouTube: cliccate qui!


Maggio/Giugno 2009




ESERCITAZIONI

Per il corso di Semiotica dello Spettacolo Digitale, due esercitazioni in cui si cerca di riflettere su come è possibile analizzare dei casi ibridi e particolari di spettacolo, usando anche gli strumenti della semiotica.
I casi in questione sono:
un film
e
uno spettacolo teatrale.



Marzo 2009




VISITA AL ROMICS

Un piccolo resoconto delle impressioni tratte dalla visita alla fiera del fumetto tenutasi a Roma ad Ottobre, dove ho seguito una lezione dell'Università del fumetto.



Ottobre 2008




DAL LIBRO ALLO SCHERMO

Per il corso di "Istituzioni di regia digitale", concentrato più che altro sull'analisi delle diverse componenti del prodotto cinematografico e in particolare sull'aspetto della sceneggiatura, un confronto tra il romanzo Silenzio di Shusaku Endo e la sceneggiatura Il silenzio di G. P. Calasso, tratta dal romanzo stesso.
Si riflette soprattutto su come libro e film sviluppino ognuno a modo suo gli stessi contenuti drammatici, ottenendo due cose molto diverse tra di loro.
Settembre 2008




IL RITO NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI

Nel corso di "Antropologia sociale - Rito e spettacolo", centrato su come le forme rituali abbiamo elementi di rappresentazione che le avvicinano all'ambito del teatro e dello spettacolo in genere, ci siamo resi conto di quanto l'aspetto rituale sia presente in molti aspetti della vita quotidiana.
Tra questi, anche nelle relazioni interpersonali più banali (molto interessante però anche l'aspetto di rappresentazione e uso di simboli nella politica).
In occasione dell'esame, ho scritto qualche breve riflessione a partire dalle tesi di Erving Goffman unite all'osservazione di eventi quotidiani della vita da studente, come l'andare in mensa.
Giugno 2008




MOULIN ROUGE TRA MUSICAL E OPERA

Per il corso di "Storia della musica", centrato sull'analisi dei generi nel teatro musicale, una lettura del film "Moulin Rouge" come commistione di elementi del genere musical e del genere opera, in particolare de "La Traviata" di Verdi e "La Bohème" di Puccini.

Giugno 2008




ADDIO IN TRE ATTI

Lo pubblico adesso ma in realtà l'ho scritto a febbraio. Si tratta di un racconto, inviato al concorso Subway Letteratura. Il racconto non è stato scelto ma il concorso è stato un pretesto per scrivere qualcosa che avevo bisogno di scrivere.

Maggio 2008




NUOVE TECNOLOGIE, NUOVE ESTETICHE

Altro esame, altro libro interessante, questa volta più strettamente inerente ai temi di studio degli anni passati e della tesi. Un volume che raccoglie una serie di saggi (integrati con un’antologia di autori e schede di varie opere) e li organizza secondo due linee.
Da una parte si sottolinea la continuità che c’è tra le ricerche sul linguaggio e sulla loro integrazione, compiuta dalle avanguardie storiche, con l’odierno rapporto di arti e nuove tecnologie. Dall’altra parte però si presentano anche le tendenze artistiche che evidenziano la grande novità e rottura rispetto al passato, introdotta dalle tecnologie digitali.
Dunque tra un eccessivo attaccamento al passato (usare mezzi nuovi per fare le stesse cose) e un uso della tecnologia fine a se stesso (dove si confonde la novità con l’ultimo standard tecnologico) si suggerisce una terza via: un’arte che gioca con la tecnologia, che ne coglie la specificità e potenzialità ma vi inserisce una poetica.
La tesi sostenuta è che “la tecnica vada intesa non come mero strumento ma come processo, e che l’arte consista nell’esplorazione creativa del processo tecnico e nella sua trasformazione in un linguaggio.” In questo contesto la sperimentazione artistica assume una grande importanza perché diventa soggetto attivo della riflessione estetica e serve a fare da ponte tra le novità della scienza e la società. Serve cioè ad interpretare ed ad aiutare a introdurre la tecnologia nella società nell’ottica migliore, affrontandone le implicazioni sociali, etiche e politiche, oltre che estetiche.
Per approfondire: Le arti multimediali digitali. Storie, tecniche, linguaggi, etiche ed estetiche delle arti del nuovo millennio; Andrea Balzola, Anna Maria Monteverdi; Garzanti.
Febbraio 2008




EVERYBODY HAS A BLOG

Ormai tutti hanno un blog. Chi lo aggiorna molto spesso, chi meno, chi ha molta attenzione su di sè, chi solo quella dei suoi amici. Addirittura si parla di microcelebrity in un articolo di Wired di dicembre, persone che parlano di se stesse su Internet e vengono seguite da sconosciuti dall'altra parte del mondo che commentano la loro vita....influenzandola poi indirettamente. Anch'io, lo ammetto, c'ho pensato. In fondo questa pagina che si chiama special un pò gli assomiglia. Ho pensato ad un blog in cui mettere più che altro idee, link, "suggestioni"... Si, ci ho pensato ma credo che non andrò oltre questa pagina special.
Al massimo potrà diventare una pagina news e assumere un pò più di importanza, ma non un blog e non perchè non mi interessino i commenti delle persone rispetto alle cose che faccio. Perchè le mie idee stanno in un quaderno, in post-it, bigliettini di block-notes, scritte a matita, cancellate, ri-scritte, corrette, schizzate, rimuginate, sempre a portata di mano....e di matita. E a me piace che sia così.
Gennaio 2008




LETTERATURA GENERATIVA 2

Mentre l'esame di letteratura si avvicina e io continuo a studiare l'opera di Italo Calvino, scopro altre cose interessanti.
Intanto, legata al tema della lettura, c'è una riflessione che si sviluppa negli anni '60 sotto il nome di Teoria della ricezione e che sottolinea l'importanza del ruolo del lettore rispetto al testo. Ancora prima, una citazione di Sartre chiarisce un concetto che potrebbe essere riportato a proposito del discorso dell'opera d'arte interattiva, riguardo il suo esistere o meno in mancanza dell'interazione.
In Che cos'è la letteratura?, Sartre ci dice: «L'oggetto letterario è [...] una strana trottola che esiste quando è in movimento. Per farla nascere occorre un atto concreto che si chiama lettura, e dura quanto la lettura può durare. Al di fuori di questo, rimangono solamente i segni neri sulla carta [...]. L'operazione dello scrivere implica quella di leggere come proprio correlativo dialettico, e questi due atti distinti comportano due agenti distinti. Solo lo sforzo congiunto dell'autore e del lettore farà nascere quell'oggetto concreto e immaginario che è l'opera dello spirito. [...] La lettura, quindi, sarebbe una sintesi della percezione e della creazione».
Credo che leggere queste parole pensando a delle opere d'arte del genere trattato nella mia tesi dello scorso ottobre possa essere di stimolo alla riflessione che in quella sede avevo cercato di affrontare.
Altra cosa che ho scoperto, ahimè, è che un personaggio di quello che finora è stato il libro che mi ha dato di più (Oceano mare) è preso di peso da un episodio di Palomar di Calvino.
E va bene che, come sostiene Calvino stesso, i libri nascono da altri libri, però in questo caso Bartleboom è nientemeno che Palomar in Lettura di un'onda.
Gennaio 2008




LETTERATURA GENERATIVA

I temi che avevo sviluppato nella mia laurea ogni tanto li ritrovo in altri ambiti: in particolare, preparando un esame su Italo Calvino, ho scoperto che nella sua riflessione teorica lui parla di metodologia generativa nella narrativa. Nello specifico uno dei suoi libri, Il castello dei destini incrociati, è proprio frutto di queste riflessioni, legate anche al clima culturale dell'epoca: infatti negli anni '60 Calvino viveva a Parigi ed era in contatto con le ricerche strutturaliste e di semiologia.
Per saperne di più: saggio "Cibernetica e fantasmi (Appunti sulla narrativa come processo combinatorio)" e i saggi su Fourier pubblicati in Una pietra sopra, Oscar Mondadori. Sempre nati dallo stesso filone di ricerca anche i testi Le città invisibili e Se una notte d'inverno un viaggiatore (che però non ho ancora letto...).

Un altro letterato che si occupa di combinatoria e che Calvino considera un maestro, soprattutto rispetto alla seconda fase della sua produzione, è Raymond Queneau.
Egli ragiona sulla moltiplicazione di opere possibili a partire da un'impostazione formale, da una struttura con regole ingegnose che contiene una potenzialità. Questa struttura viene contrapposta all'automatismo surrealista che pretende di realizzare la libertà vera mentre sottostà a regole che non conosce. Detto con le parole di Queneau in Segni, cifre, lettere:
"Un'altra falsissima idea che pure ha corso attualmente è l'equivalenza che si stabilisce tra ispirazione, esplorazione del subconscio e liberazione; tra caso, automatismo e libertà.
Ora, questa ispirazione che consiste nell'ubbidire ciecamente ad ogni impulso è in realtà una schiavitù. Il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce è più libero del poeta che scrive quel che gli passa per la testa ed è schiavo di altre regole che ignora.
"
Idee simili si trovano anche nei sopra citati saggi su Fourier.
A proposito di Queneau si vedano: il saggio "La filosofia di Raymond Queneau" nella raccolta di Calvino Perchè leggere i classici e "Molteplicità" nelle Lezioni americane, sempre di Calvino.
Gennaio 2008




LA VITA È UNA RACCOLTA PUNTI

Le parole sono tutto. Per sopravvivere nel mondo universitario la cosa fondamentale da imparare è il vocabolario. Infatti ci sono una serie di termini con cui ci si troverà ad avere a che fare quotidianamente. Intanto, gli avvisi dell’ultimo minuto ci fanno subito capire l’importanza del termine bacheca. Si presenta poi la parola modulo, non nell’ovvio senso di modello prestampato da compilare ma come unità minima fondamentale (quasi l’atomo) dei programmi didattici. Arriviamo alla frequenza che non ha niente a che fare con la velocità né con il tempo ma con la presenza alle lezioni. Passando poi per sessioni ed appelli, entrambi legati all’organizzazione degli esami, approdiamo a quello che diventa il vero e proprio mantra della vita universitaria: crediti. Tutto gira attorno a questa parola, ogni attività è finalizzata all’acquisizione di crediti in un particolare genere di operazione a punti dove vinci un premio solo se arrivi alla fine della raccolta.
gennaio 2008




OGNI LASCIATA E' PERSA

La grande città e la grande università permettono di avere preziose occasioni (oltre al grande spaesamento..). Le più recenti riguardano il teatro:
- incontro con gli attori dello spettacolo Noccioline - Peanuts, scritto da Fausto Paravidino, al Teatro Eliseo. Il loro spettacolo riesce a far vedere come la realtà non ha mai una sola faccia;
- incontro con Antonio Rezza; il suo spettacolo, intitolato Bahamut, devo ancora vederlo ma di sicuro lui è un gran personaggio, molto più sè stesso in un'aula piena di studenti che intervistato dalla Bignardi;
- incontro con Luca Ronconi; aspettando di vedere il suo Fahrenheit 451 a gennaio, l'occasione per saperne di più su di lui e sul suo lavoro.
Dicembre 2007




PENSIERI DI FINE AGOSTO

C'è una cartella sul mio desktop che si chiama "FUTURO". Dentro ci sono informazioni, piani di studio e moduli d'iscrizione di scuole di ogni dove: Olanda, Irlanda, Inghilterra, Venezia, Bologna, Roma, Urbino.... "La fine di un ciclo è l'inizio di un nuovo ciclo." Nella mia vita, mi sono resa conto, si verificano volentieri corsi e ricorsi storici. Bè, io sono proprio nel mezzo di uno di questi ricorsi ora e chissà che non sia del tutto insensato il fatto che io torni dopo anni al progetto originario che avevo alla fine delle superiori di andare a studiare in una grande città e cambiare completamente ambiente. Chissà, forse, dopo tanto girare, pensare e ipotizzare cambi di rotta, la realtà è che il destino, se hai perso un treno che era proprio il tuo, alla fine torna a prenderti. Non si tratta tanto di quello che fai, quello che studi, ma si tratta di te, quello
che sei e quello che diventi. Quello che senti.
Quello che desideri.

Agosto 2007




TESI DI LAUREA

Online il blog che seguirà lo sviluppo della mia tesi di laurea in Progettazione Digitale.

Giugno 2007




PLAYER AUDIO

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Questo è un player audio realizzato in Flash con l'uso di ActionScript. Il file audio caricato è una elaborazione di audio d'ambiente e voce realizzata in CSound AV.

Giugno 2007




PESARO FILM FEST

Il 24 giugno inaugura la 43a edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. In mostra anche elaborati video degli alunni del 3° anno di Progettazione Multimediale, raccolti sotto il titolo RINCHIUSI FUORI - WORKSHOP AL SAN BENEDETTO  - EX OSPEDALE PSICHIATRICO Questi video sono in mostra anche presso lo scalone d' onore di Palazzo Mazzolari Mosca nell' ambito della video-installazione IL DIARIO DEL SAN BENEDETTO/BABELE

Maggio 2007




SOMA

L'8 giugno presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino avrà luogo l'evento SOMA, presentazione del progetto del 3° anno del corso di Progettazione Multimediale.

Maggio 2007




DISLOCAZIONI

Dal 23 maggio al 15 giugno 2007 mostra dell'Accademia di Belle Arti di Urbino a Palazzo Ducale. Quest'anno ci sono anch'io (titoli di testa de "Il favoloso mondo di Amélie" e "Dello stilicidio, qualche giorno d'acqua", lavoro realizzato in gruppo.

Maggio 2007




GUARDA LONTANO

Ciclo di conferenze aperte al pubblico più un workshop per gli studenti del corso di Progettazione multimediale dell'Accademia di Belle Arti di Urbino e dell'Isia. L'iniziativa, il cui tema quest'anno è "Del sentire", avrà luogo l'ultima settimana di marzo.

Ottobre 2006




Tra studio e lavoro
CRONACA DI UN TIROCINIO FORMATIVO

Passare un periodo in un’azienda, per chi è ancora studente, può essere un’esperienza interessante, che permette di imparare e iniziare ad inserirsi nell’ambiente lavorativo. Molte scuole organizzano questi tirocini formativi per i loro studenti, ma non tutte lo fanno. Per gli altri comunque interessati bisogna rivolgersi ai Centri per l’Impiego; qui ci sono le richieste di alcune ditte che ricercano tirocinanti. Se si cerca un altro settore rispetto a quelli proposti, però, è bene che l’interessato si muova per trovare una ditta disponibile ad ospitarlo e questa è forse la parte più complicata. Non sempre, infatti, si trovano ditte disponibili a perdere un po’ di tempo dietro a persone nuove se non hanno intenzione di formare qualcuno da assumere in seguito. Capitano però delle eccezioni e si può trovare qualcuno molto felice di ospitare tirocinanti, anche quelli alle prime armi.
Si può entrare un ambiente disponibile e paziente in cui, dimostrando impegno e attitudine, si crea un contatto che può tornare utile per il futuro lavorativo, oltre a trovare un gruppo di persone che dispiace dover lasciare alla fine del tirocinio.
A volte accade; a me è andata così.

(pubblicato su "L'Eco" nel numero di novembre 2006)
Ottobre 2006




PROGETTO DI WEB DESIGN

E' finalmente online il progetto di web design collegato al catalogo dei premi A&U. Ho immaginato di dover realizzare il sito web di questa catena di supermercati con tutti i prodotti, le offerte e anche un sistema di spesa on-line. Naturalmente, essendo soltanto un progetto d'esame il sito non è stato del tutto sviluppato a livello pratico e alcune parti sono rimaste solo sulla carta.

Settembre 2006




PROGETTO DI GRAFICA

Il tema da cui è nato questo lavoro, realizzato nell'A.A. 2005/2006, era "Artifacts from the future". Creare cioè una decina di artefatti dal futuro, sottoforma di immagini, che sarebbero poi stati raggruppati in un unico contenitore.
Io ho deciso di fare il catalogo della raccolta punti di un supermercato del futuro. Ho dunque immaginato i premi, cioè i miei dieci artefatti e progettato poi l'intero catalogo con tanto di marchio, copertina, cartella punti...
Per vedere il lavoro

Settembre 2006




INFINITY FESTIVAL - Alba

Visitate il sito di questo piccolo ma importante festival cinematografico cui abbiamo partecipato come spettatori su consigio di un insegnante dell'Accademia.
Un festival con alcune anteprime nazionali, documentari e cortometraggi in una città dalle dimensioni molto vivibili.
Aprile 2006




SEMINARIO "IL MESTIERE DEL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA"

La Cineteca di Bologna tra le tante attività ha organizzato un seminario condotto da Italo Petriccione, un direttore della fotografia che ha lavorato in molti film di Salvatores e che ha spiegato il suo metodo di lavoro. Dalla lettura del copione, alla scelta delle location, alle decisioni da prendere per ogni scena fino alla stampa del film, un seminario davvero molto interessante.
Marzo 2006




CURIOSITA’ O DIFFIDENZA?
Rischi del mestiere per fotografi dilettanti

Un semplice giro dei paesi dell’entroterra con una macchina fotografica in mano può far scaturire alcune riflessioni ed è quello che mi è successo nelle ultime settimane. Alla ricerca di scatti suggestivi ho girato per vari piccoli centri della provincia di Ancona fotografando piazze, chiese, scorci e monumenti vari. Non credevo ci fosse nulla di strano, del resto potevo passare per una qualunque turista in vacanza. E ai primi sguardi un po’ di traverso mi è venuto da ridere; sarà perché nei paesi più piccoli i turisti sono rari, pensavo….. e in effetti nei centri un pochino più grandi e con un po’ di turismo passavo quasi inosservata. Ma, dopo aver girato un bel numero di paesi, posso dire che tra le tante reazioni solo un paio sono stati sorrisi abbozzati mentre per la maggior parte ho ricevuto sguardi insistenti e interrogativi. E mi immaginavo cosa potevano pensare quelle persone: “Cosa fa?”; “Non è di qui”; “Cosa ci sarà poi da fotografare…”. Devo dire che da un certo punto di vista può anche essere divertente ma alla lunga risulta imbarazzante e non ci si sente più a proprio agio. Si perde il gusto di esplorare i luoghi alla ricerca di inquadrature originali perché quegli sguardi ti fanno sentire come se facessi qualcosa di male. Come se la macchina fotografica fosse un’arma. Come se davvero una foto potesse rubare l’anima. Fossi stata davvero una turista avrei pensato ad un’altra meta per l’anno successivo… Oltre all’ipotesi della semplice curiosità in luoghi dove di solito non succede granché si potrebbe forse interpretare questa banale esperienza personale come un segnale rivelatore di un fenomeno più ampio e diffuso. La presenza cioè di un velo di diffidenza che tutti noi abbiamo adottato nel guardare il mondo e che ormai non risparmia più nessuno. Viviamo infatti in un mondo pieno di allarmi e minacce di ogni genere, dall’influenza dei polli, agli attacchi terroristici, agli uragani (anche se non qui da noi)… più o meno realistici, ma che i mass media amplificano in un modo che a volte finisce per confonderci più che informarci davvero. E se nelle grandi città ci si prepara agli attacchi terroristici con le esercitazioni e si deve aver paura a girare di notte da soli, anche nei piccoli paesi ci sono “pericoli” di vario genere: dai ladri d’appartamento ai truffatori porta a porta. Dunque è forse questo un segno dei tempi, una caratteristica dell’epoca che stiamo vivendo, un atteggiamento che, giustificato oppure no, non si può però che constatare con un velo di amarezza.
(pubblicato su "L'Eco" nel numero di novembre 2005)




GALLERIA FOTOGRAFICA PAESI DELLA VALMISA

Visitate la sezione dedicata ai vari paesi dell'entroterra nella galleria fotografica di questo sito per cui ho realizzato la maggioranza delle foto.

Novembre 2005




Vita moderna
LA MELA DI BIANCANEVE E IL MULINO BIANCO

Morte all’insetto e caccia al difetto inseguendo l’idea estetica di un prodotto attraente, invitante e perfetto, come la mela di Biancaneve insomma. A qualunque costo. Anche della nostra salute. Così bello diventa sinonimo di buono e tutto ciò che è brutto, rovinato o imperfetto, ci fa sospettare. Poi nascono la mucca pazza, i cibi transgenici, dilaga la paura e arriva a salvarci il “principe” del ritorno al naturale. Allora prodotti biologici e un’agricoltura che rispetta l’ecosistema in cui è inserita, senza distruggerne nessun elemento, convinta com’è che le armi per proteggere le coltivazioni siano insite nella natura stessa. Fiduciosi, ci si affida alla “moda” temporanea, nella speranza di non essere ingannati due volte da un vero finto prodotto naturale. Sporadicamente la moda può diventare addirittura mania.
L’uomo però, come si sa, si distrae facilmente e così dopo un po’ si smette di parlarne, ci si dimentica della paura e si torna nel mondo del Mulino Bianco e di tutte le altre pubblicità che si sforzano di convincerci che i loro prodotti sono naturali, seguiti e controllati, curati quasi uno ad uno, legando ad essi l’idea di una vita semplice con immagini di nonni, case in campagna e bambini felici. Quasi come se comprando quella pasta o quei biscotti si potesse entrare davvero in quel mondo (dove, tra l’altro, sembra sia sempre estate…mah).
Un pò l’opposto di quello che succedeva negli anni ’60, ’70 quando la pubblicità proponeva ciò che era tecnologico, almeno per l’epoca, il prodotto industriale perché il mondo naturale che oggi si cerca è quello da cui si tentava di “uscire”. Questo mondo di oggi in cui risulta difficile distinguere ciò che è veramente vero da ciò che è veramente finto sembra un po’ una metafora della vita in genere dove spesso non importa l’essenza delle cose, ma il loro apparire; possono essere anche fasulle, basta che sembrino vere.
Volendo farsi un po’ filosofi ci si potrebbe ritrovare un po’ un atteggiamento diffuso, un modo di essere di tanti, l’abisso che spesso c’è tra ciò che mostriamo di noi e ciò che siamo davvero. Ma non abbiamo la pretesa di scavare così tanto in profondità. Ci accontentiamo di mordere una mela lucida e invitante sperando che nessuna strega ci abbia messo sopra le mani prima di noi. Come nel recente spot pubblicitario di un modello d’auto della Volkswagen con lo slogan “Nessun compromesso” dove i protagonisti fuggono da un albergo in cui tutto è fasullo: la frutta, la libreria, il letto e perfino la statua nel giardino.
marzo 2003

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